Città di Castelleone – Vicende Storiche

Pagina dedicata alle Vicende Storiche della Città di Castelleone

Posto sulla riva orientale di un lago, chiamato Gerundo e bonificato dai monaci cistercensi nel medioevo, Castelleone ha ancora la forma di un bastione che si protende nell’antica vallata del Serio: alcuni reperti conservati nel Museo Civico dimostrano che Castelleone era anticamente abitato dai Galli Insubri, poi soppiantati dai Celti e quindi dai Longobardi. Come è avvenuto nella campagna cremonese fin dalla fondazione di Cremona (218 a.C.), il territorio ha subito l’opera di centuriazione, ancora visibile in alcuni campi frazionati secondo l’etica romana.

Nel 1022, la Corte di Bressanoro viene concessa dal vescovo di Cremona al marchese Bonifacio di Toscana, mentre altri castelli sorgono quasi a ridosso della Corte di Bressanoro a difesa degli abitanti e delle proprietà. Nel 1186, durante l’invasione delle orde di Federico I, detto il Barbarossa, fortificazioni e castelli vengono distrutti, insieme a Castel Manfredi, dov’era ubicata l’antica fortezza Castelleone, innalzata da Manfredo, podestà di Cremona. Nel 1188 il vescovo Sicardo Casalano, di Cremona, ottiene di poter far riedificare un nuovo Castello, dove prima sorgeva la Corte di Bressanoro che prenderà dunque il nome di Castelleone; costruito con una pianta a forma quadrata, divisa da una strada principale che si conclude con due porte, una a est, ove sorge l’antica Torre Leona e un’altra ad ovest, verso il Serio e Crema, tagliata a metà da una strada diretta da sud a nord, che si arenava contro le mura. In questo modo il paese risultava diviso in quattro quartieri, che ebbero i nomi di Manzo, Fepenica, Mastalengo e Bressanoro. In corrispondenza di questi sorgevano quattro baluardi e all’interno di ogni quartiere si aprivano strade perpendicolari a quella maggiore o a quella trasversale.

Al centro venne edificata una chiesa, nella quale il vescovo Sicardo celebrò la prima Messa. In breve tempo furono costruite le mura intorno al borgo e nel 1190 una nuova torre, situata presso la porta verso Crema. Nel 1199 fu terminata anche la Parrocchiale. La simmetria del disegno di fondazione non ebbe più mutamenti e ancora oggi, dopo che sono state smantellate le mura, il centro storico conserva le tracce delle vie originarie. Situato in una posizione strategica tra Crema e Cremona, Castelleone nato come “Borgo Franco”, si trovò sempre nel vivo delle lotte tra Milanesi e Cremonesi; da una parte la Cremona ghibellina e dall’altra la Milano (con Crema) di parte guelfa. Per questo la sorte del Castello è segnata da quelle vicissitudini che sono legate alle lotte tra i suoi confinanti, divenendo spesso alloggio per guarnigioni di eserciti di passaggio o dovendo sottostare alle razzie e ai saccheggi dei predatori che vi transitavano, costringendo gli abitanti a fornire alloggiamenti e vettovaglie ai soldati in transito. Nel 1213, fuori la porta occidentale, in località “Bodesine”, i Milanesi, memori dell’aiuto che i Cremonesi avevano dato al Barbarossa nella distruzione della loro città, con l’aiuto di altri eserciti lombardi, si accamparono nell’avvallamento tra Castelleone e Ripalta Arpina, nel tentativo di saccheggiare e distruggere il Castello. Nella festa dei SS. Marcellino e Pietro, l’esercito cremonese quasi in modo insperato ottenne la resa dei Milanesi, entrando da conquistatore in Castelleone col bottino del “Carroccio” tolto all’esercito nemico, prima di portarlo in trionfo a Cremona.
Dopo un’aspra battaglia, nel 1295 Castelleone divenne possedimento dei Bernabò Visconti, ai quali il paese rimarrà sottomesso fino al XIV sec., entrando nel regno del Ducato di Milano. In questo periodo Castelleone primeggia nei domini viscontei, assurgendo a dignità di piccola capitale, dalla vita ricca e sfarzosa. Nel 1420 Cabrino Fondulo, impadronitosi di Cremona, cede questa ai Visconti, riservando per sé Castelleone, come Marchesato. Esegue alcune opere pregevoli, rinforzando bastioni, allargando fosse, sviluppando commerci e impreziosendo la Parrocchiale con nuovi altari ed arredi. Cabrino in questo periodo fece coniare anche monete, indizio di signoria indipendente. Filippo Maria Visconti, sospettoso della forza di Cabino Fondulo e temendo un accordo con i suoi nemici, lo fece decapitare nel 1425 sulla Piazza dei Mercanti a Milano. Rimasto sotto il dominio dei Bernabò Visconti, Castelleone nel 1435 ottenne di potersi governare da sé, indipendente quindi e separata dalla giurisdizione di Cremona (secondo il Privilegium separazionis), tenuta a riconoscere solo l’autorità dei Visconti. Nel 1450 a questi succederanno gli Sforza. Castelleone comunque rimarrà fedele ai duchi di Milano fino al 1499, quando si dovrà arrendere ai Veneziani, in occasione della calata dei Francesi in Italia, con le mire della conquista di tutto il territorio milanese.

Castelleone rimarrà tuttavia anche in questi anni “Terra separata”, con i privilegi ottenuti fino ad ora. I dieci anni trascorsi sotto la tutela dei Veneziani (1499-1509) saranno quelli ricordati con maggior profitto e i nuovi conquistatori lasceranno anche nel linguaggio del borgo impronte indelebili. Diversi furono invece gli anni passati sotto il dominio dei Francesi (1510-1525) e degli Spagnoli (1526-1714). Da ricordare il periodo del marchesato dei D’Avalos, soprattutto di Alfonso, che ottenne dall’Imperatore Carlo V il feudo di Castelleone, un periodo ricco e fiorente, in cui farà spicco la figura di Bernardino Realino, pretore a Castelleone dal 1562 al 1564. Castelleone, come feudo dei D’Avalos, fu ceduta a Stefano Doria. Nel Seicento Castelleone fu sconvolta dalla peste, e il 1630 sarà ricordato con numerose vittime, sepolte sulla sponda sinistra del Serio Morto, poco lontano dalla Chiesa Parrocchiale di S. Rocco, fuori le mura occidentali, in un cimitero che ancora oggi chiamano “Cimitero Vecchio”, eliminato per far posto all’Oratorio nuovo. In questo secolo Castelleone fu soggetta a moltissimi disagi economici e sociali, per le guerre che si combattevano in queste zone.
Tra il 1648 e il 1651 la Camera Regia di Milano prende possesso di Castelleone, costretta a giurare fedeltà. Nel 1652 Castelleone è acquistata da Matteo Rosales, precisamente il 2 ottobre, divenendo feudo attivo e arricchito di molte iniziative.

In seguito alla guerra di successione Spagnola, nel 1714 con la pace di Rastadt, Castelleone viene annessa al dominio austriaco. Sotto gli Austriaci e con le grandi riforme volute da Maria Teresa e Giuseppe II, Castelleone conosce una profonda e radicale trasformazione: vengono eliminati tutti i privilegi, sono soppressi gli Statuti, Castelleone è sottoposta alle leggi austriache. Trovandosi privato dello stato di feudo, Castelleone perde la sua fisionomia di borgo e di fortezza: verranno smantellate le mura e la torre di Porta Serio. Nel 1796 entra a far parte della Provincia di Cremona, dopo aver conosciuto le recrudescenze della Repubblica Cisalpina prima e dell’Impero Napoleonico poi. Finalmente, nel 1815, Castelleone viene annesso al Regno Lombardo – Veneto. Intorno al 1820 un viale viene costruito quale ideale continuazione di una via principale che porta, attraverso i tagli operati nelle mura e nei “dossi”, al Santuario della Misericordia, dove nel 1511 si erano verificati alcuni miracoli, dopo che la Madonna era apparsa a una pia donna, Domenica Zanenga. In questo luogo, distante dal paese più di un chilometro, i fedeli hanno richiesto la costruzione prima di una Chiesa e poi di un Santuario, ancora oggi ben visibile sullo sfondo del viale.

Ormai entrato a far parte della vita politica della Lombardia, annessa al Regno del Piemonte, in seguito alle guerre d’indipendenza, anche Castelleone è chiamato ad eleggere i propri amministratori, con un voto espresso il 7 gennaio 1860. In concomitanza del nuovo secolo anche le lotte sociali si inaspriscono, contrapponendo due fazioni di colorazione politica diversa: le leghe “bianche”, guidate dall’onorevole Guido Miglioli, tese a raccogliere i movimenti cattolici delle nostre zone rurali; e di contro le leghe “rosse”, di stampo socialista: battaglie che Virgilio Brocchi, il maggior cantore di queste diatribe politiche ha trattato con sincero spirito romanzesco nel suo libro L’Isola Sonante, del 1911. I bagliori di queste contese si assopiranno tuttavia a ridosso della prima guerra mondiale, a cui anche Castelleone ha dato tributi di vite umane; e così nella seconda guerra e più ancora nel periodo della Resistenza. Il ricordo di questi conflitti é nei tre monumenti eretti a Castelleone, quello di Piazza della Vittoria e i due di Piazza Trieste.

In questi ultimi anni Castelleone si è avviata ad entrare nel novero di uno dei tanti comuni lombardi che conservano i segni di una loro storia affascinante: tuttavia Castelleone, con uno sviluppo urbanistico enorme, prendendo una nuova forma allungata verso ovest, ha conservato le proprie caratteristiche di borgo costruito entro la cerchia delle mura, dove sono custodite le memorie e le testimonianze di una sua vicenda storica esemplare.


Tratto da:

Castelleone. Guida Turistica
Associazione Pro-Loco testi di Claudio Toscani
stampa Grafica Malfasi Castelleone secoda edizione1995

Castelleone Profilo di una illustre borgata
a cura di Serafino Corada
Tipografie Riunite Donati – Parma

Ti Racconto Castelleone
volumi 1 e 2
a cura di Serafino Corada
Tipografia Tipostile Castelleone 1995 – 1996

Omaggio a Castelleone
a cura di Giancarlo Pandini Acquerelli di Adalberto Marengo
Stampa Arti grafiche 2000 – 1998

Pagina aggiornata il 30/06/2023

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